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Oggi vorrei provare a spingerti ad una riflessione.

Cercherò di farlo con un pò di ironia….

Una di queste due etichette la conosciamo alla perfezione, la cerchiamo almeno un paio di volte al giorno, ci assicuriamo di averla compresa per evitare di commettere ERRORI e ne raccomandiamo la lettura anche ai nostri figli.

Già…..non possiamo assolutamente permetterci di danneggiare quel preziosissimo capo….dopo tutto quando mi ricapita di trovarlo in saldo nel “cestone delle occasioni”

Buffo vero?

La seconda “etichetta” riguarda invece la composizione dei prodotti che applichiamo sulla nostra pelle, serve unicamente a tutelare la nostra salute…..e quelli che “hanno studiato” lo chiamano INCI.

 

Proviamo a capire insieme cosa si intende per INCI e come imparare a leggerlo.

Ti avviso , sarà un articolo NOIOSISSIMO!

Ma trovo assurdo che la maggior parte di noi sappia leggere alla perfezione le etichette poste sui capi di abbigliamento (lo so che prima di ogni lavaggio le leggi con attenzione….) e NON si abbiano conoscenze sulle “etichette” dei prodotti che applichiamo sul nostro viso.

Per cui , prendiamoci questi 5 minuti e facciamo un po di chiarezza.

L’acronimo INCI sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, ed il suo utilizzo è stato introdotto in UE nel 1997, con Decisione 96/335/CE (aggiornata poi dalla Decisione 2006/257/CE), al fine di “identificare le sostanze con la stessa denominazione in tutti gli Stati membri e di permettere ai consumatori di riconoscere facilmente le sostanze che è stato loro consigliato di evitare (ad esempio a causa di allergie)”.

L’INCI è quindi utilizzato per definire in modo univoco in UE – ma anche in alcuni Paesi extraeuropei come USA, Brasile, Russia, Canada, Sud Africa – il nome delle sostanze impiegate all’interno di un prodotto cosmetico. La lista degli ingredienti deve essere riportata in etichetta preceduta dalla parola “ingredienti” o “ingredients”.

Gli ingredienti devono essere indicati in ordine decrescente (di peso) al momento dell’incorporazione nel prodotto cosmetico: ciò vuol dire che al primo posto troveremo l’ingrediente che si trova in quantità maggiore ed ovviamente agli ultimi posti gli ingredienti contenuti in percentuale minore all’interno del prodotto.

Da notare che per legge, gli ingredienti presenti in concentrazioni inferiori all’1% possono essere elencati in ordine sparso, dopo quelli presenti in concentrazioni superiori all’1%”: non è detto, quindi, che l’ultimo ingrediente in elenco sia quello in concentrazione minore. Inoltre, non è indicato il punto in cui iniziano gli ingredienti in concentrazioni inferiori all’1%. Per quanto riguarda invece la nomenclatura utilizzata, si rileva come i nomi degli ingredienti contenuti nei cosmetici debbano necessariamente essere scritti in inglese o latino:

  • ingredienti presenti nella farmacopea: nome in latino,
  • sostanze chimiche di sintesi: nome tecnico in inglese (es. Cetyl alcohol),
  • derivati vegetali dopo trasformazione chimica: nome tecnico in inglese,
  • derivati vegetali dopo la sola estrazione: nome botanico in latino

In parole povere, quando le sostanze sono elencate in etichetta mantenendo il loro nome latino, significa che le stesse NON hanno subito alcuna trasformazione chimica e che sono state inserite nella formulazione del prodotto tali e quali.

Questo scommetto che non lo sapevi…..

È il caso ad esempio degli oli o burri vegetali o degli oli essenziali utilizzati puri (possono essere utilizzati al posto delle fragranze chimiche, occhio perché sono potenzialmente allergizzanti), che vedremo dunque indicati in etichetta con il loro nome latino, e di tutti gli altri ingredienti naturali che sono stati impiegati per la produzione del cosmetico.

Per tutti gli altri ingredienti, frutto di sintesi chimica, vengono utilizzate denominazioni in lingua inglese o codici numerici; questi ultimi identificano i coloranti artificiali utilizzati all’interno del prodotto e seguono la lista internazionale denominata “Color Index”, che vede la presenza della sigla “CI” seguita da una serie numerica composta da 5 cifre.

I coloranti artificiali sono solitamente indicati verso la fine dell’elenco degli ingredienti presenti in etichetta.

I composti odoranti e aromatizzanti e le loro materie prime sono indicati con il termine “parfum” o “aroma”.

Alcuni di essi, soggetti a particolari limitazioni, sono invece citati per esteso (es. limonene, coumarin). Non sono considerati ingredienti: le impurezze contenute nelle materie prime, le sostanze che non compaiono nella composizione del prodotto finito, le sostanze utilizzate come solventi o come vettori di composti odoranti e aromatizzanti.

La normativa L’art. 19, paragrafo 1, lett g), del Regolamento UE sui cosmetici stabilisce che i prodotti cosmetici sono messi a disposizione sul mercato UE solamente se il recipiente e l’imballaggio dei prodotti cosmetici recano le opportune indicazioni riferite all’elenco degli ingredienti. Tali informazioni possono figurare unicamente sull’imballaggio. Ai fini del Regolamento il termine «an ingredient» sta ad indicare una qualsiasi sostanza o miscela usata intenzionalmente nel prodotto cosmetico durante il procedimento di fabbricazione, non sono considerate invece ingredienti:

  • le impurezze contenute nelle materie prime utilizzate,
  • le sostanze tecniche secondarie utilizzate nella miscela

I composti odoranti e aromatizzanti e le loro materie prime sono indicati con il termine «parfum» o «aroma».

Inoltre, la presenza di sostanze la cui indicazione è prescritta ai sensi della colonna «Altre» dell’allegato III figura nell’elenco degli ingredienti oltre ai termini parfum e aroma.

Le sostanze odoranti e aromatizzanti riconosciute come potenziali allergeni (vedi All. III al Regolamento) devono obbligatoriamente essere riportate nell’elenco degli ingredienti, con le loro specifiche denominazioni INCI, se sono presenti in concentrazione almeno pari allo 0.01% nei prodotti a risciacquo (rinse off) e allo 0.001% in quelli che rimangono sulla pelle (leave on). [es. cinnamal, geraniol, linalool, farnesol, citronellol, limonene, citral, ecc.]

Qualora sia impossibile dal punto di vista pratico indicare sull’etichetta le informazioni relative ad INCI e precauzioni d’uso, tali informazioni sono indicate su un foglio, su un’etichetta, una fascetta o un cartellino allegati o fissati al prodotto cosmetico.

Qualora, nel caso del sapone e delle perle da bagno, nonché di altri prodotti piccoli sia praticamente impossibile far figurare le informazioni di cui sopra su un’etichetta, una fascetta o un cartellino, oppure su un foglio di istruzioni allegato, dette informazioni dovranno figurare su un avviso collocato in prossimità del contenitore nel quale il prodotto cosmetico è esposto per la vendita.

Per i cosmetici non preconfezionati o per i cosmetici confezionati dal venditore su richiesta dell’acquirente o preconfezionati in vista della loro vendita immediata, gli Stati membri stabiliscono le modalità secondo cui vanno indicate le informazioni di cui sopra. La lingua nella quale vanno indicate le informazioni è determinata dalla normativa dello Stato membro in cui il prodotto viene messo a disposizione dell’utilizzatore finale (nel nostro caso l‘ITALIANO).

Nelle informazioni in argomento va indicata la denominazione comune degli ingredienti contenuta nel glossario approvato dalla Commissione UE e qualora non sia disponibile una denominazione comune per un determinato ingrediente, va impiegato un termine contenuto in una nomenclatura generalmente riconosciuta.

Come cercare informazioni sugli ingredienti cosmetici? Nuovo Biodizionario Il miglior punto di partenza è sicuramente il Nuovo Biodizionario, creato dal chimico industriale e consulente Ecolabel Fabrizio Zago, che rappresenta il riferimento italiano per antonomasia per quanto riguarda gli ingredienti cosmetici, classificati in relazione ai vari fattori valutati (biodegradabilità, tossicità per l’uomo, tossicità acquatica, origine animale, ect..) e con ben oltre 17.000 sostanze esaminate e valutate regolarmente da un Comitato Scientifico che si è costituito attorno a EcoBioControl.

Il Nuovo BioDizionario rappresenta la naturale evoluzione del Biodizionario, la guida per la cosmesi e detergenza sostenibile, creata ormai vent’anni fa da Fabrizio Zago, con il supporto di un gruppo di esperti del settore cosmesi e detergenza. Si tratta di una vera Guida al consumo consapevole dei cosmetici, che evidenzia per ciascun ingrediente una classificazione espressa utilizzando i colori del semaforo: due verdi equivalgono a “vai che va bene”, un verde a “accettabile”, un giallo a “ci potrebbero essere dei problemi ma, tutto sommato si può chiudere un occhio soprattutto se il componente è alla fine degli ingredienti”, un rosso a “qualche problema, se ne sconsiglia l’uso a meno che sia il solo componente in rosso o che sia presente in misura minore (cioè elencato alla fine della lista INCI)”, due rossi a “inaccettabile”.

Pur trattandosi del personale punto di vista di Zago (ma condiviso da un Comitato tecnico che si è costituito naturalmente attorno a EcoBioControl), trovo che questo sistema di classificazione possa essere considerato la Bibbia dell’Eco-bio e di una scelta etica e consapevole in ambito cosmetico proprio perché consente di evitare anche gli ingredienti inquinanti e/o di origine animale.

Database specialistici

Per chi ha voglia di cercare informazioni di gran lunga più specifiche e dettagliate, segnalo invece Toxnet, CIR, ECHA ed ESIS. Esistono ad onor del vero alcune App gratuite consultabili anche da cellulare, ma si riferiscono al vecchio BioDizionario e sono da considerarsi SUPERATE (e spesso imprecise, senza considerare il fatto che rappresentano una violazione del diritto d’Autore di cui è titolare Zago), il consiglio è quindi quello di consultare assolutamente EcoBioControl come unico punto di riferimento).

Fa eccezione l’App ufficiale di ICEA (l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale): ICEA Check, decisamente affidabile, che permette di effettuare ricerche sia relative ai cosmetici, sia relative ai cibi per i prodotti e le aziende certificate da ICEA. Facile e intuitiva da usare.

OK per oggi ti ho annoiato abbastanza

Se hai piacere di leggere insieme gli INCI dei prodotti che utilizzi , siamo a tua disposizione presso i nostri istituti di Piazza Adriano e Piazza Rivoli, nel cuore di Torino.

Oceania Beauty Center

 

VISOWOW® Staff

VISOWOW® Oceania Beauty Center visowow

Abbiamo fatto dell’estetica la nostra professione, e non potendo eccellere in tutto, abbiamo voluto concentrare i nostri studi su ciò che consideriamo il nostro biglietto da visita : IL VISO

Oggi avere un VISO GIOVANE e SENZA RUGHE è possibile, per questo abbiamo voluto dare vita a VISOWOW®, un programma viso cucito sulle TUE esigenze.

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Se ti fa piacere restiamo in contatto, speriamo di poter rispondere alle tue domande ed a eventuali dubbi o tematiche che vorresti approfondire…..

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